Luna di fiele...
“Una Finanziaria deludente”. A parlare non è il segretario del PD Walter Veltroni, non il vulcanico Antonio Di Pietro, neppure il moderato Pier Ferdinando Casini. Non è neppure un fondo de L’Unità o di Europa. E neanche uno dei leader sindacali. Tutti questi soggetti il loro giudizio negativo sulla manovra triennale presentata dal ministro dell’Economia Giulio Tremonti l’hanno già emesso. Questa volta la bocciatura, netta, arriva dal settimanale cattolico “Famiglia Cristiana”.
“La luna di miele è diventata una luna di fiele”. Questo il titolo dell’editoriale, in cui, oltre che le misure adottate in Finanziaria, viene attaccato personalmente lo stesso presidente del Consiglio. “Alle famiglie – si legge – è destinata soltanto ‘carità di Stato’ mentre l’ossessione personale del Cavaliere per i magistrati ha il sopravvento si problemi del Paese e il pacchetto sicurezza brucia il capitale di fiducia degli italiani”.
Un attacco a tutto campo. “Il problema – prosegue il settimanale cattolico – non sono le toghe e i giudici. La gente fa i conti, tutti i giorni, con il costo della vita e la difficoltà di fine mese. Il governo progetta impegni per 35 miliardi di euro in tre anni (oltre metà della legislatura), ma dimentica le famiglie. E senza soldi nessuno farà più figli, di cui invece il Paese ha tanto bisogno”.
“Dov’è finito – ribadisce Famiglia Cristiana – il piano per la maternità che la Roccella ha promesso nell'intervista a Famiglia Cristiana di tre settimane fa? È sparito anche il bonus bebè. È comparsa, invece, la carta per gli anziani, notizia scoppiettante, demagogia pura. La carità diventa legge. I soldi della carta saranno al massimo 400 euro all’anno (poco più di 30 euro al mese): si cambia così la vita dei poveri? Allora - conclude - valgono molto di più i pacchi della Caritas o della San Vincenzo”.
Un duro colpo per il governo Berlusconi. Se di luna di miele il premier non ha mai apertamente parlato, di sicuro, per il Cavaliere, l’appoggio del mondo cattolico è stata considerata, fin dall’inizio della legislatura, una condicio sine qua non, come lo stesso Berlusconi ha voluto pubblicamente testimoniare con la sua visita a papa Benedetto XVI pochi giorni dopo l’insediamento del governo. “Sui temi etici terremo in seria considerazione la posizione della Chiesa”, aveva scandito il presidente del Consiglio. Evidentemente, la stessa rassicurazione non era avvenuta per quanto riguarda le questioni economiche e le politiche sociali.
Il reprimenda di Famiglia Cristiana si inserisce perfettamente nel cumulo di critiche che sta sommergendo la Finanziaria del governo. Dure reazioni alle politiche economiche impostate da Tremonti sono arrivate dall’opposizione e dai sindacati e, anche se in maniera più velata, dalla stessa Confindustria. Un altro fatto che ha scatenato la reazione del Partito Democratico, verte non solo sui contenuti, ma sulle modalità stesse di approvazione della manovra.
“Non si può pensare – ha detto il ministro dell’Economia del Governo ombra del PD – che il Parlamento possa approvare il quadro di finanza pubblica e un volume di norme senza nemmeno leggerli. Ancora oggi nemmeno i ministri conoscono le carte della manovra economica che hanno approvato mercoledì scorso. Tanto meno le conosciamo noi”.
Continua Bersani: “Si annuncia una impressionante congerie di norme. La semplificazione del metodo e delle procedure, osannata da tanti, si rivelerà anch`essa una bufala. Prima di ogni altra cosa, tuttavia, si tratta di chiarire un punto: come si intende discutere le norme che il Parlamento avrà a disposizione ormai a fine giugno e che dovrà convertire in legge entro 60 giorni? Si intende abolire la sospensione estiva dei lavori di governo e Parlamento? C’è qualche altra idea in proposito? Non è pensabile - conclude Bersani - approvare la manovra senza una adeguata discussione in Parlamento”.
tratto da
www.partitodemocratico.it